Discussione: Emulsioni scadute
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cri_admin Forum Boss!

Addio giovinezza... ç_ç
Registrato: 01 Ottobre 2003 Residenza: Italy
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| Postato: 15 Luglio 2008 alle 14:06 | IP Salvato
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Riguardo al film di SH, credo che visivamente non poetssero fare meglio, e anche la regia in diverse occasioni si dimostra suggestiva e all'altezza, così come alcune idee sono davvero potenti. Però, diamine, cosa gli costava curare un po' meglio la sceneggiatura?...
__________________ In medio stat virtus.
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tristam strauss Flashbook Staff

Galantuomo
Registrato: 23 Ottobre 2007 Residenza: Italy
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| Postato: 19 Luglio 2008 alle 16:22 | IP Salvato
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Parlando di pellicole tratte da videogiochi si potrebbe tentare una
classifica dei titoli più dementi. Classifica ardua, me ne rendo conto, ma
sicuramente pure divertente e non sia mai che si vada a riscoprire qualche
gemma nascosta del cinema più improbabile.
Beh, ci fu un tempo in cui avrei citato in cima alla lista Street fighter
(quello con Van Damme, Raul Julia e Kylie Minogue tanto per intenderci)
ma poi ho riscoperto tale opera nella sua verve comica davvero fuori dal
comune (e credo, anzi spero, voluta!) e davvero non mi ento di farla salire
sul massimo gradino del podio.
Beh, direi che Mortal Kombat 2 di John R. Leonetti è difficile da scalzare
dalla cima della classifica non solo per la sua autonoma follia ma pure per
aver surclassato il primo capitolo della saga (diretto sempre da quel Paul
W.S. Anderson, tra l’altro!) che già non scherzava come squallore.
Comunque di Mortal Kombat 2 ricordo sempre con piacere (?) l’inizio
dove con un Lui Kang visibilmente alterato con Rayden per come l’aver
vinto il mortal kombat non sia servito a bloccare l’avvento di Shao Kahn,
s’è testimoni d’una delle più memorabili battute (s)cult del cinema!
Liu Kang: Ma, Rayden, hai rotto per tutto il primo capitolo dicendo che
solo vincendo il mortal kombat ogni tot anni è possibile tener chiuso il
portale dell’oltrequando (lo chiamava proprio così!) ed ora mi tocca
smazzare pure Shao Kahn?
Rayden: Quel che si può chiudere si può anche riaprire (con tono enfatico
da antica e millenaria cultura zen).
Poi, come non ricordare il combattimento tra Milena e Kitana nel fango?
Oppure la fine ingloriosa di Johnny Cage?
Beh, ora mi rammento di un’altra mitica battuta del dio del tuono ormai
ferito a morte un secondo dopo essere diventato mortale
(ecchesfigaaaah!).
Rayden: E’ bello morire da mortale.
Ehm, forse perché da immortale non è possibile morire aggiungo io? Boh.
Ed ora largo a chi vorrà dir la sua.
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KoShiatar Flash Otaking!

Baaaka!!
Registrato: 19 Agosto 2006 Residenza: Italy
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| Postato: 19 Luglio 2008 alle 20:56 | IP Salvato
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Mamma mia che bruttura i film di Mortal Kombat...
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tristam strauss Flashbook Staff

Galantuomo
Registrato: 23 Ottobre 2007 Residenza: Italy
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| Postato: 19 Luglio 2008 alle 21:46 | IP Salvato
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Per non parlare dell'episodio zero e relativa serie televisiva live! Lì bisogna
proprio volersi far del male!
Pensa poi che c'è stato qualcuno che m'accusò di non capire nulla di cinema
proprio perché non sapevo apprezzar la saga cinematografica di Mortal
Kombat...
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Giansolo451 Sommo Maestro Flash Otaking

Registrato: 24 Giugno 2006 Residenza: Italy
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| Postato: 19 Luglio 2008 alle 22:07 | IP Salvato
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tristam strauss ha scritto:
Per non parlare dell'episodio zero e relativa serie
televisiva live! Lì bisogna proprio volersi far del male! |
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L'ho vista diverse volte e mi e' sempre piaciuta.
Sono proprio (s)cult... (quanto odio questo termine).
__________________ "Dicono di me che sono un esperto di donne giovani...
Forse perche' sono quarant'anni che le frequento!"
Jack Nicholson
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tristam strauss Flashbook Staff

Galantuomo
Registrato: 23 Ottobre 2007 Residenza: Italy
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| Postato: 19 Luglio 2008 alle 22:59 | IP Salvato
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Beh, potresti almeno buttar giù un rigo per spiegar cosa t’è piaciuto.
Sinceramente sono curioso di sapere cosa ne hai cavato di buono dato che
quando vidi l’episodio zero mi parve addirittura inferiore alle prime due
pellicole sia come trama che come messinscena. E parlando dei primi due
Mortal kombat non è che si stia prendendo in esame chissà che capolavori!
Sul termine (s)cult, invece, non so che fare dato che anch’io lo trovo assurdo
ed è per questo che l’utilizzo per sottolineare le scene più “estreme” del
cinema trash. Che ti devo dire? Abituati!
Ad esempio io mal sopporto le faccine ma girovagando in internet ho dovuto
farmene una ragione e di certo non vado a lamentarmene…
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Giansolo451 Sommo Maestro Flash Otaking

Registrato: 24 Giugno 2006 Residenza: Italy
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| Postato: 19 Luglio 2008 alle 23:15 | IP Salvato
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tristam strauss ha scritto:
Beh, potresti almeno buttar giù un rigo per spiegar
cosa t’è piaciuto. |
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Devo fare per forza un simposio ogni volta che dico che m'e' piaciuto un film
o un telefilm? Mah...
Cmq, era una serie carina, con parecchia carne al fuoco e decisamente
superiore al film da un punto di vista narrativo (non per gli effetti, cmq
pochi), diversi attori erano degli ex "pro" di arti marziali, quindi c'era
qualche bella coreografia nei combattimenti. Fungeva da antefatto di tutta la
saga ludica e video, anche se di difficile collocazione temporale. La serie
finisce in modo decisamente inaspettato, lasciando molti interrogativi aperti
a risposte per una seconda serie, purtroppo mai arrivata.
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Forse perche' sono quarant'anni che le frequento!"
Jack Nicholson
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tristam strauss Flashbook Staff

Galantuomo
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| Postato: 19 Luglio 2008 alle 23:25 | IP Salvato
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Beh, ti ho invitato a scrivere qualcosa per amor della discussione. Nessuna
costrizione, mi par ovvio! Poi, mi si comprenderà se dico che tra l’invitar a
buttar giù un rigo e scrivere un simposio vige una bella differenza.
Comunque, ammetto di aver visto solo alcuni episodi della serie e di non
poter su questa dare un giudizio completo. Io mi riferivo solo all’episodio
pilota se poi, nei seguenti episodi, le cose han preso tutt’altra direzione,
tanto meglio.
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tristam strauss Flashbook Staff

Galantuomo
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| Postato: 18 Ottobre 2008 alle 17:32 | IP Salvato
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Recentemente, sempre grazie al mio fornitore di fiducia, ho avuto modo
di gustare l’ennesimo (s)cult d’antologia. Tale Forbidden warrior, innocua
e a modo suo spassosa pellicola firmata da un certo Jimmy Nickerson per
conto della samurai productions (!). Questo capolavoro, per gli amanti dei
numeri, è datato 2004 e potrebbe essere definito come una sorta di
connubio mal riuscito tra la Tigre e il dragone e la foresta dei pugnali
volanti andati a male.
Comunque, la pellicola s’apre con una voce antisonante che mette da
subito in guardia lo spettatore sull’esistenza d’un arcaico libro
contenente tutti i segreti più reconditi dell’universo. Tale fonte
inesauribile di conoscenza ha però un piccolo difettuccio: è intraducibile
(che sia una sottile ironia non del tutto voluta?). ma niente paura! E’
destino infatti che nasca un guerriero che, solo, potrà decifrare l’antico
testo per così riportare la pace nel mondo intero. L’antico grimorio è
conosciuto come Gaia Za.
Da subito, già dalle prime scene si viene presi da un atroce dubbio: chi
mai avrà assoldato il variopinto cast? E chi avrà scelto i nomi dei
personaggi? Tra un Miyamoto, una Seki, un Ajis-Aka e via via i vari Yawn
(?) Jibberish, Doran e Muraji (the warlord, eh, mica pippe!) ci si ritrova
dinnanzi ad una serie di personaggi multietnici e parecchio variopinti
oltre che stereotipati da paura. L’aria che si respira a pieni polmoni è d’un
misticismo zen da quattro soldi, un oriente da tartarughe ninja, insomma,
tra antiche profezie, maestri cechi e cose così.
In più, per tutto lo scorrere del film s’avranno al massimo due, forse tre,
sussulti (più che altro delle risate involontarie) mentre tutto il resto
procurerà solo la calma più piatta nello spettatore. Una noia mostruosa.
Oltretutto, il film nemmeno sembra voler concludere le vicende in
maniera definitiva ed anzi, sul finale minaccia future nuove avventure per
l’incauto cinefilo d’assalto.
Scene (s)cult? Tante! Quasi tutte! Sicuramente v’è da segnarsi nel tabellino
una delle storie d’amore più fulminee della storia del cinema! Vabbé, il
colpo di fulmine, ok il destino supremo ma insomma, si abbia la decenza
di costruire uno sputo di dialogo in cui i due possono almeno conoscersi
in maniera un po’ più approfondita.
Che ne so, una sorta di haiku da baci perugina almeno.
Questi due poveri amanti, si vedono, s’amano e si dividono (tragicamente,
ovvio) senza particolari spiegazioni.
Poi, credo che una menzione d’onore la meriti Tony Amendola qui nel
ruolo del saggio (e cieco) Ajis-Aka, praticamente una sorta di rocker alla
matricina con alle spalle una serie di concerti nella profonda Italia degli
anni sessanta/ settanta. Una specie di new trolls da quattro soldi, tolto da
qualche cella frigorifera e buttato in questo film a fare una specie di Jedi
con occhiali viola a lente esagonale. Vederlo svolazzare a proferire verità
zen sul senso della vita e sulle sorti dell’universo è cosa altamente
esilarante.
Poi c’è pure un pirata (cinese) con la sua ciurma tra cui spicca una
sottospecie di jack sparrow con qualche chilo di troppo (oltre che ad un
probabile tasso etilico fuori norma) che pure incespica in una spassosa
scena da buona la prima. Poi, della ciurma v’è da ricordare una pseudo
playmate sul viale del tramonto che pare volersi mettere in mezzo tra i
due amanti ma poi finisce male, con nemmeno una scena dedicata alla
sua uccisione.
Comunque, scopro che ‘sto film ha pure un sito dedicato con tanto
d’immagini e curiosità.
http://www.forbiddenwarrior.com/
Lustratevi gli occhi!
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tristam strauss Flashbook Staff

Galantuomo
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| Postato: 17 Marzo 2009 alle 11:45 | IP Salvato
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Ed eccomi intento a riprendere saldamente in mano le redini pure di
questa discussione dall’alto contenuto cinefilo.
Bene, qualche giorno fa mi son visto La maledizione di Comodo (The
Curse of the komodo), filmaccio di serie sub-zeta diretto da tal Jim
Wynorski e la domanda che m’ha assalito dinnanzi a tale pellicola è la
solita: ma possibile che ancora vengano prodotte ‘ste cavolate immonde?
Ancora il cinema con l’animale modificato geneticamente e pure
incattivito sa racimolare budget?
Ebbene pare proprio di sì, signori miei.
La trama in poche parole?
Un gruppo di scienziati guidati dal geniale professor Nathan Phipps sta
conducendo vietati esperimenti genetici su un’isola a sud di Honolulu.
Qualcosa va storto e ben presto i draghi di komodo iniziano a dimostrare
una predisposizione mostruosa al gigantismo più sfrenato oltre che dare
segnali di follia omicida e famelica.
Il gruppo di scienziati formato da due inutili bellinbusti, da Nathan, dalla
figlia di questi (una playmate in disarmo, mitologica la scena del bagno
sul laghetto. Ci voleva un nudo e un nudo l’hanno inserito!) ed infine
un’altra scienziata innamorata segretamente (seeeh!) del nostro prode
uomo di scienze dovrà trovare la salvezza nella giungla.
S’aggiungeranno alla disperata fuga un gruppuscolo di rapinatori
fuggiaschi piombati sull’isola a seguito di una avaria al proprio elicottero.
Qui, gli addetti al casting si sono proprio sprecati con un tonico Paul
Logan nella parte di un palestratissimo Drake (e questo attore in seguito
figurerà pure nell’orrido Comodo vs cobra…) la di lui donna (altra pseudo
playmate forse ancora in attività), un mezzo metallaro (molto nu metal,
eh!) a far da spalla ironica ed infine un rude ex militare tuttofare.
Questi due gruppi inizialmente antagonisti saranno costretti ben presto a
collaborare nel tentativo di portare a casa la pelle dato che in cielo
incombono i caccia bombardieri inviati da un perfido colonnello allo
scopo d’insabbiare le turpi ricerche a suon di bombe a grappolo.
Da notare che proprio il losco colonnello è il vero ed autentico ideatore
del progetto!
Progetto che consiste nell’utilizzo dei draghi di komodo giganti in
operazioni militari (!!).
Il bello è che questo immane progetto è balzato per il capo al nostro
graduato guardando un film di fantascienza (“L’isola dei dinosauri” o
qualcosa di simile…).
Mamma mia!
Comunque, tra batterie d’attori imbambolati, scariche di mitra infinte e
posticce (ma che mitragliate a fare se i draghi sembrano fregarsene?),
morti assurde, personaggi resi zombi perché contagiati dall’orrida saliva
dei lucertoloni e capanni ricolmi di C4 il film procede tenendosi in
equilibrio tra il trashone più spinto e la comicità meno voluta.
Di sicuro una menzione d’onore la meritano gli effett(acc)i visivi: davvero
pessimi! I draghi di komodo sono una miscellanea tra la più avveniristica
computer grafica andata a male e i soliti mostracci fatti in carta pesta.
Vi dirò, l’effetto straniante non sarebbe nemmeno da buttare se fosse
reso in maniera ironica, anzi, quasi si potrebbe far risalire la scelta
stilistica d una volontà di recupero del buon vecchio cinema di mostri.
Purtroppo però l’idea è che i realizzatori fossero convinti di realizzare
degli effettoni degni di un oscar.
L’unico difetto in La maledizione di Comodo è nel non aver arruolato tra
le fila degli attori qualche star in declino, che so, un Roger Moore o
qualcosa del genere. Ecco con un bel cameo attoriale l’opera sarebbe
stata perfetta!
Scena (s)cult? Beh, il finale simil aperto è sicuramente cosa da tenere in
considerazione ma pure la morte di uno dei protagonisti rasenta
l’incredibile citando pure il classico cinema zombesco.
Una visione impedibile, insomma.
Poi, noto che nello stesso ciclo, questo sabato danno pure Boa vs
python… io v’ho avvisato.
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tristam strauss Flashbook Staff

Galantuomo
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| Postato: 11 Ottobre 2009 alle 15:31 | IP Salvato
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Bene, cerchiamo di rinverdire questa discussione con qualche inedito
boccone cinematografico per palati fini.
Ieri mi son visto Locuste: l’ottava piaga!
Ebbene?
Cosa dire su questa non proprio memorabile pellicola?
Ch’è l’ennesima propaggine di quel genere cinematografico che davvero
sembra non voler conoscere flessione produttiva, ovvero il filmaccio con
creatura sanguinaria.
Certo, c’è da dire che innumerevoli son le varianti narrative di questo
genere: si passa dal mostrone preistorico sbucato da qualche grotta
all’organismo alieno fino alle più nuove sfumature genetiche con annesse
denunce ecologiste sull’uomo cattivo che tenta di manipolare la natura e
da questa viene bacchettato.
Ecco, Locuste: l’ottava piaga è una pellicola che fa parte di quest’ultimo
sottogruppo.
La trama? In un laboratorio sperso nella profonda campagna dello stato
dell’Idaho una perfida multinazionale sta brindando al risultato di anni e
anni di lavori ed esperimenti: una locusta carnivora (!) programmata
geneticamente per attaccare suoi simili nocivi al raccolto nei campi.
Il piano è semplice, hai delle piantagioni di granturco infestate da
fastidiosi insetti che rosicchiano qua e la? Bene, rilascia queste locuste
carnivore e piazza pulita sarà ben presto fatta.
Ovviamente proprio l’ultimo test prima d’immettere il prezioso articolo
sul libero mercato rovina e le spietate locuste si disperdono nei dintorni.
Niente panico, dicono all’interno del laboratorio: le locuste son state
modificate per essere sterili e avere una vita relativamente breve.
Dopo un paio di giorni la minaccia dovrebbe svanire da sé, quindi.
Peccato però che come sempre accade, un organismo modificato
geneticamente una volta trova sempre l’occasione per mutarsi un giorno
sì e l’altro pure.
Quindi, le locuste dimostrano ben presto una pericolosa inclinazione alla
riproduzione oltre che a una longevità insospettata (insomma, l’unica
modifica genetica pienamente raggiunta è averle trasformate in perfette
macchine assassine!).
Chi potrà mai sventare la minaccia ch’incombe sulle teste degli ignari
campagnoli?
Ma è ovvio: lui l’entomologo Colt (interpretato da un imbambolato Dan
Cortese) che guarda caso è stato in passato al servizio della
multinazionale che l’aveva sbattuto fuori per le sue continue lamentele
sui rischi insiti nel modificare il dna delle locuste!
In più, il baldo Colt è pure capo di una piccola impresa di prodotti
biologici.
Inutile dire che la corsa contro il tempo per trovare una soluzione al
biblico problema è condotta dal regista Ian Gilmour con piglio
estremamente blando e oltre a qualche scena gustosamente splatter (ma
pure trash, beninteso!) non sa proprio mantenere il ritmo.
Ovviamente il finale non mi va di svelarlo ma non posso negarmi una
chicca davvero clamorosa.
Pronti?
Allora c’è una scena in cui Colt, la di lui mogliettina e un gruppo speciale
anti locuste mandato dal governo vengono brutalmente assaliti dallo
stormo voracissimo.
I corpi della spedizione s’afflosciano a terra spolpati dalle terribili locuste
assassine, tutti tranne i nostri due protagonisti (Colt e la moglie).
Perché? Come mai? Quale sarà il segreto dietro questo mistero?
Beh, è presto detto: le locuste sono state modificate per resistere ai
pesticidi, anzi ne vengono rafforzate (sic!) proprio perché adibite allo
sterminio d’insetti in campi pesantemente trattati da chissà che prodotti
chimici.
Dunque?
Beh, Colt e la mogliettina sono cresciuti così bene a suon di prodotti
biologici che le locuste modificate vengono allontanate da questa
“purezza” dei loro organismi!
Ma si può?!
Cioè, un film già di per se tristissimo reso ancor più ridicolo da una
trovata al limite del grottesco!
Ok, si voleva far pubblicità al cibo biologico ma qui s’è passato il limite
della credibilità (in un film che parla di locuste carnivore, veh!).
Scena (s)cult? Forse la paternale che recita Colt a sua moglie seduto in
riva al laghetto poco distante da casa sua.
Lui in canotta bianca sudaticcia sta seduto su un tronco con faccia
pensosa e ciuffo d’assalto mentre la moglie lo massaggia alle spalle con
faccia preoccupata.
Mitico!
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tristam strauss Flashbook Staff

Galantuomo
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| Postato: 22 Maggio 2010 alle 17:15 | IP Salvato
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Dopo un lungo periodo di digiuno finalmente son riuscito a riallacciare i
ponti con il mio fornitore trash di fiducia e già una sfilza di divuddì dalle
invitanti locandine m’aspetta al varco!
Per ora mi permetto di redimere qualche buon rigo sui primi due (s)cult
già visionati.
Prima di tutto The barber (sottotitolo demente, quasi minaccioso: sei tu il
prossimo?) ch’è un filmaccio davvero triste soprattutto per come mette
per l’ennesima in mostra la decadenza d’un attore che davvero
meriterebbe ben altri palcoscenici ovvero Malcolm McDowell.
Ovviamente anche qui il nostro è costretto nella sua parte di svitato
assasino, ruolo che ormai ha segnato in negativo un’intera carriera
d’attore.
Peccato sprecare un volto così!
Beh, tale filmaccio è girato da un certo Micheal Bafaro e oltre a
un’interessante, sebbene già ampiamente sfruttata, ambientazione
innevata e buia poco altro sa offrire e pure i pochi spunti vengono ben
presto sacrificati sull’altare d’una messa in scena ridicola e poverissima.
Certo, pure un doppiaggio italiano dilettantesco non aiuta a dare vigore
all’opera.
Comunque, il film narra le gesta di Dexter Miles barbiere di giorno e
serial killer di notte e non provate nemmeno a immaginarvi un nesso tra
le forbici e gli omicidi perché nulla del genere viene sfruttato nel film.
Dexter è un semplice killer seriale da cinema di serie b e tutto il suo
piano è un immenso bluff da sceneggiatura scalcinata.
Scena (s)cult? A dire il vero nemmeno v’è una scena ch’emerge per
particolare demerito dato che tutta la pellicola è condita da innumerevoli
chicche e sonnolenti colpi di scena.
Poi, il cast davvero pietoso è reso ancora più demente dal confronto con
la recitazione di McDowell al solito sopra le righe e gigioneggiante ai
massimi livelli.
Poi, mi son visto Horror in bowery street ch’è il titolo in inglese scelto dal
distributore italiano per tradurre l’originale Street trash, inglese per
inglese…
Tale filmozzo è firmato da Jim Muro che dopo questa opera prima (datata
1987) ha deciso di cambiare mestiere per diventare valente operatore di
camera (è assistente fisso di James Cameron tanto per offrire qualche dato
biografico).
A quanto pare una sorta di conversione religiosa ha spinto il nostro ad
abbandonare le turpi vie del trash movie in favore di una ben più pacata
professione.
Ebbene? Proprio i movimenti di camera sono l’elemento più fortunato del
film con alcune soluzioni interessanti e innovative per il tempo.
Per il resto è il buio più totale con una trama che dall’inizio alla fine non
riesce a dare un senso agli avvenimenti ne tanto meno un ritmo per
giustificare la visione.
Il tutto fila via nel più totale non sense mal calibrato che ben presto porta
personaggi fin lì creduti principali a morire come idioti e comparse a far
la parte dei mattatori.
Buoni alcuni effettacci splatterosi e divertente la scena del tizio che si
scioglie nel cesso ma, davvero, qualcuno dovrebbe spiegarmi il senso del
mitico liquore assassino che davvero pur essendo deus ex machina
dell’intero canovaccio non ha nessun senso all’interno della
sceneggiatura.
Scena (s)cult? Lo scioglimento al cesso come già ricordato ma pure la
vendetta di uno dei protagonisti e la morte del duro e muscoloso
poliziotto meritano una menzione.
Uno dei personaggi poi, reduce dal viet nam con tanto di pugnale ricavato
da un osso umano non può che spingere chi scrive a consigliare la visione
d’un film che pare richiamare simili suggestioni ovvero quel Apocalypse
domani a firma di Antonio Margheriti.
Modificato da tristam strauss - 23 Maggio 2010 alle 10:49
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